Nuove scoperte sulla biodiversità
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Dal 2019 esperte ed esperti stanno studiando i più svariati habitat su tutto il territorio provinciale e la loro fauna e flora. Le conoscenze acquisite, i primi ritrovamenti di specie, la pressione sulla ricca biodiversità dell'Alto Adige e le misure di protezione contro di essa sono il tema di una conferenza organizzata da Eurac Research e dalla piattaforma Biodiversità Alto Adige il 14 gennaio al Museo di Scienze Naturali.
Nessun prato alpino è troppo ripido, nessun bosco ripariale troppo impervio e nessun pascolo di montagna troppo isolato. Dal 2019 il team del Monitoraggio della Biodiversità in Alto Adige studia diversi habitat in tutta la provincia, compresa la flora e la fauna. Gli ornitologi studiano i canti degli uccelli, le specialisti dei mammiferi cercano pipistrelli, i botanici e le esperte di briofite cercano erbe e muschi, mentre gli specialisti forestali scovano funghi rari e organismi del suolo poco conosciuti. Nell'ambito di questo studio a lungo termine, unico nel suo genere nell'area alpina, le ricerche vengono ripetute ogni cinque anni per poter effettuare confronti e documentare eventuali cambiamenti.
Per il periodo 2019-2024 è stato ora redatto un rapporto con i risultati del primo ciclo di ricerca. Esso presenta numerose nuove scoperte, documenta ritrovamenti inediti e fornisce proposte per la tutela della biodiversità. Infatti, sebbene l'Alto Adige sia uno degli hotspot della biodiversità dell'Europa centrale, questa ricchezza è sempre più minacciata.
Nel corso del colloquio organizzato da Eurac Research e dalla Piattaforma Biodiversità Alto Adige dal titolo “Hotspot di biodiversità in pericolo?! Il rapporto quinquennale di Eurac Research”, Andreas Hilpold e Chiara Paniccia presenteranno i risultati ottenuti e discuteranno delle possibili misure di protezione mercoledì 14 gennaio alle ore 18 presso il Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige. La discussione si svolgerà alternativamente in tedesco e in italiano.
Andreas Hilpold è botanico presso l’Istituto per l’Ambiente Alpino di Eurac Research. In qualità di coordinatore del progetto di monitoraggio a lungo termine, conosce sia i piaceri che le insidie della ricerca sul campo. Chiara Paniccia è zoologa e specialista in mammiferi presso lo stesso istituto. È attiva nella ricerca sul campo e in progetti speciali per la protezione di specie animali o habitat particolari.
La partecipazione è gratuita
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